UNA TAC RIVELA LE ABITUDINI POMPEIANE

I Pompeiani di 2000 anni fa non avevano carie, ma soffrivano di osteoporosi. Lo rivela la Tac, un esame che consente di visualizzare su uno schermo in 3D l’interno del corpo umano grazie a speciali radiazioni.

I calchi delle vittime pompeiane furono realizzati nell’800 dall’archeologo Giuseppe Fiorelli, il quale ebbe l’intuizione geniale di colare gesso liquido nelle cavità lasciate dal decomporsi dei corpi sotto la cenere dell’eruzione del Vesuvio che seppellì l’intera città di Pompei nel 79 d.C. All’interno dei calchi si conserva ancora oggi parte dello scheletro e della dentatura, mentre il gesso ha consentito di preservare le sagome dei corpi cristallizzandoli nella posizione in cui ognuno di essi morì.

Per la prima volta, quest’anno, la Soprintendenza di Pompei ha elaborato un progetto innovativo in collaborazione con il Laboratorio di restauro, coinvolgendo numerosi specialisti tra cui archeologi, radiologi e antropologi che hanno “visitato” i pompeiani. Sorprendenti le scoperte sulla vita quotidiana di duemila anni fa: la maggior parte dei pompeiani analizzati ha rivelato un sorriso perfetto, dovuto al fatto che evidentemente all’epoca si mangiava in maniera sana e variegata, con pochi zuccheri e molta verdura.

Particolarmente interessante il risultato della Tac effettuata sul bambino della Casa del Bracciale d’oro, che ha rivelato l’età della vittima, 5 anni. Pompei non finisce mai di sorprendere, una città ancora viva che rivela sempre qualcosa di nuovo. Vi aspettiamo per visitarla insieme!