POMPEI, LE TERME SUBURBANE
Le Terme Suburbane di Pompei, datate al I d.C., erano utilizzate dai mercanti romani al loro arrivo in città nei pressi di Porta Marina. Il grandioso complesso termale di età giulio-claudia si sviluppa su due livelli: al piano terra si trovano diversi ambienti accessibili dallo spogliatoio, quali il frigidarium, la piscina fredda decorata con una scalinata da cui l’acqua scendeva a cascata creando un grandioso effetto scenografico. Proseguendo, si entra nel tepidarium, una zona a temperatura moderata da cui si accede poi al calidarium e al laconicum, la sauna. L’ultimo ambiente è una piscina calda riscaldata col sistema a samovar.
L’ambiente che suscita maggior interesse è senza dubbio lo spogliatoio, poichè una delle pareti è affrescata con un vero e proprio "catalogo erotico" dell’epoca, raffigurante le prestazioni offerte dalle prostitute ai clienti, una sorta di Kamasutra romano con diverse posizioni tra due o più partners. La presenza di tali raffigurazioni ha fatto ipotizzare la presenza di un lupanare al secondo piano del complesso.
L’eros degli antichi romani era ben diverso dal nostro per molti aspetti. Pompei, infatti, era piena di immagini erotiche, quali affreschi e mosaici nelle case e in luoghi pubblici, per non parlare dei falli raffigurati per strada o all’ingresso delle botteghe con funzione apotropaica. Il sesso, insomma, era considerato un aspetto del tutto naturale della vita quotidiana, senza inibizioni, mentre il fallo era un simbolo di buona sorte, abbondanza e fertilità.
Le Terme Suburbane sono, quindi, uno dei tanti luoghi pompeiani in cui ancora oggi si possono ammirare affreschi originali pressochè intatti. All'interno della città erano presenti altri 5 complessi termali pubblici, affiancati da numerose terme private inserite all'interno delle abitazioni patrizie, alcuni dei quali normalmente visitabili come le Terme del Foro e le Terme Stabiane.