IL LUSSO DI VILLA SAN MARCO

L’odierna cittadina di Castellammare conserva ancora oggi tracce di un passato illustre che affonda le sue radici all’epoca imperiale. Un tempo l’antica Stabiae era, infatti, uno dei luoghi prediletti della nobiltà romana che qui era solita soggiornare nei periodi estivi, godendo del clima mite e di un panorama mozzafiato a stretto contatto con la natura.

Sono sei le ville d’otium rinvenute nel corso degli scavi sulla collina di Varano, due delle quali attualmente aperte al pubblico al termine di un lungo lavoro di restauro. Sepolte dall’eruzione del Vesuvio nel 79 d.C., furono scoperte per la prima volta dagli operai al seguito dei Borbone nel ‘700, poi sotterrate e riscoperte negli anni ’50 del secolo scorso da Libero D’Orsi.

Il complesso che spicca in assoluto per dimensioni e ricchezza decorativa è la cosiddetta Villa San Marco, il cui nome si deve ad una cappella dedicata al santo situata nei pressi del sito antico. Con i suoi undicimila metri quadri di ampiezza, tra giardini circondati da ampi colonnati, piscina, terme e diversi ambienti affacciati sul golfo, la villa fu realizzata in età augustea per essere poi ampliata in epoca neroniana. Tra i proprietari vi fu probabilmente anche la gens Poppea, ovvero la famiglia della seconda moglie dell’imperatore Nerone, cui fu attribuita anche la villa di Oplontis.

La villa era situata in posizione strategica, collegata all’impianto urbano sottostante tramite una rampa accessibile da un ingresso secondario. Appena entrati ci si trova circondati dai colori ancora accesi degli affreschi a soggetto mitologico e da preziosi quadretti con nature morte dei cubicoli aperti ai lati dell’atrio. Si prosegue poi, da un lato verso la cucina, dall’altro verso lo spazioso quartiere termale accessibile ai soli proprietari e ai loro ospiti, dotato di un calidarium con sistema di riscaldamento a samovar.

Il settore senza dubbio più interessante della villa è, però, il giardino con piscina centrale lunga circa 30 metri, terminante in un ninfeo decorato con mosaici e fiancheggiata da platani ripiantati dopo aver ottenuto i calchi in gesso degli alberi antichi. Lungo il colonnato che circonda il giardino le pareti sono dipinte con soggetti naturalistici e festoni di foglie, creando un effetto illusionistico e ampliando ancor più lo spazio naturale. Da qui si sale, infine, al giardino sovrastante circondato da colonne tortili e aperto sul panorama vesuviano. Una meraviglia nascosta da non perdere!