PIZZA

pizza

Prodotto a marchio STG dal 2010 – Specialità Territoriale Garantita – la pizza napoletana deve le sue origini alle focacce di grano, dette placentae, prodotte in grande quantità dal popolo romano a partire dall’età imperiale. Le prime notizie sulla cosiddetta pizza tonda risalgono a metà del ‘700, quando un cuoco di nome Vincenzo Corrado scrisse un trattato sulle abitudini alimentari della città di Napoli, descrivendo la pizza come un sottile disco di pasta condito con pomodoro. Da allora la pizza divenne il piatto preferito sia dal popolo che dalla nobiltà, apprezzato particolarmente alla corte dei Borbone. Nel 1889 nacque la pizza margherita, che secondo la tradizione fu realizzata nella storica pizzeria Brandi da Raffaele Esposito con i colori della bandiera italiana in onore della regina Margherita di Savoia. Nel rispetto degli standard internazionali per l’ottenimento del marchio, la pizza va cotta in un forno a legna ad una temperatura compresa tra i 430° e i 485° C, per poi essere consumata appena sfornata negli stessi locali di produzione.

PASTA

pasta

La produzione della pasta nel napoletano è legata al comune di Gragnano, dove alla fine del ‘500 comparvero i primi pastifici a conduzione familiare in cui si produceva a basso costo la “Pasta di Gragnano”, riconosciuta nel 2013 come IGP (Indicazione Geografica Protetta). La produzione del cosiddetto oro bianco è favorita ancora oggi da particolari condizioni climatiche, come il tasso di umidità ottimale per la lenta essiccazione dei maccheroni e l’acqua sorgiva che conferisce alla pasta un sapore particolare. Il secolo d’oro della pasta di Gragnano fu l’800, a cavallo dell’Unità d’Italia, quando fu realizzata addirittura una stazione ferroviaria per l’esportazione dei maccheroni, inaugurata alla presenza di Umberto I e Margherita di Savoia.

CASATIELLO

Casatiello

Piatto tipicamente napoletano, il casatiello ha una forma che ricorda la corona di spine del Crocifisso, motivo per cui si consuma prevalentemente nel periodo pasquale. Una variante altrettanto buona è il tortano, la torta rustica soggetta alla stessa preparazione, ma senza le uova disposte a corona.

 

 

MOZZARELLA DI BUFALA

mozzarella

Prodotto a marchio DOP – Denominazione di Origine Protetta – è una specialità delle province di Caserta e Salerno, il cui nome deriva dal verbo mozzare, a indicare il gesto con cui si suddivide la pasta filata in singole mozzarelle. Secondo la tradizione, furono i Saraceni a portare i bufali da mozzarella in Sicilia e nella piana del Garigliano; qui, alla foce del fiume omonimo, i Saraceni tramandarono ai monaci da loro catturati i segreti per la lavorazione della mozzarella. Secondo altre fonti, invece, gli inventori della mozzarella sarebbero stati i Normanni di Aversa, città dove tutt’ora sono attivi numerosi caseifici.

SFOGLIATELLA

Sfogliatella

Le origini di questo dolce risalgono al ‘700, quando una suora del convento di Santa Rosa in Costiera Amalfitana, riempì della pasta di semola avanzata con frutta secca, zucchero e limoncello, per poi ricoprirla con un guscio in pasta sfoglia. Nell’800 Pasquale Pintauro venne a conoscenza della ricetta segreta del convento amalfitano e ne produsse una variante, la sfogliatella riccia, che ancora oggi viene venduta nell’omonimo punto vendita aperto su via Toledo.

 

PASTIERA

Pastiera

Dolce napoletano tipico del periodo pasquale, la pastiera ha ottenuto il marchio PAT (Prodotto Agroalimentare Tradizionale). Secondo la leggenda, fu la stessa sirena Partenope a dar vita a questo buonissimo dolce a base di grano, la cui origine è legata alle feste pagane durante le quali venivano offerti doni votivi. La ricetta, legata anche al culto di Cerere, la dea delle messi, passò alla tradizione cristiana e venne perfezionata dalle monache del convento di San Gregorio Armeno.

CAFFE'

caff

Bevanda partenopea per eccellenza, il caffè ha in realtà origini molto lontane. Importato dall’Oriente a fine ‘500, si diffuse rapidamente a Napoli dove sorsero innumerevoli botteghe del caffè non solo lungo le arterie principali della città, ma anche nei vicoli secondari. Ancora oggi, il caffè rappresenta per ogni napoletano che si rispetti una pausa irrinunciabile nel corso della giornata. Tappa imperdibile in tal senso è lo storico caffè Gambrinus, vero e proprio salotto cittadino, reso unico dalla sua fastosa decorazione in stile liberty.